Terzo volume della trilogia poetica di Antonio Scotellaro. Una raccolta di poesie dove l'autore si abbandona al sogno restando vigile nel mondo, ascoltando la voce degli antenati e riproponendo un'etica perduta. La scrittura di Scotellaro è una selce paleolitica che incide ogni membrana che fa del silenzio una mancanza di ascolto.