Limes. Rivista italiana di geopolitica (2024). Vol. 11: A qualcuno piace caldo

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RIVISTE
Libro in brossura
17 Dicembre 2024
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È tempo di un approccio maturo e realistico alla questione climatica: non per sminuirla, ma per smettere di farne un totem e affrontarla fattivamente. Le narrazioni correnti sul tema hanno fatto il loro tempo. L'approccio allarmistico alla lunga provoca rigetto e assuefazione. Quello utopico - la transizione energetica come pasto gratis, il clima come nuova ideologia unificante che surroga la (geo)politica - è smentito dai fatti. Ora che anche la scienza ci dice che le soglie prefissate (+1,5-2° sui livelli preindustriali) saranno verosimilmente superate, bisogna ragionare in termini di adattamento senza per questo abbandonare gli sforzi di mitigazione. Un approccio geopolitico al tema climatico parte inevitabilmente dalla peculiarità dei contesti: impatto dei cambiamenti in base a latitudine, ubicazione geografica, caratteristiche orografiche e socioeconomiche, quantità e qualità di risorse a disposizione per contrastarlo. La collaborazione economico-tecnologica con paesi più poveri e meno attrezzati può configurare un valido strumento di politica estera, oltre che climatica? L'11° volume di Limes del 2024 affronta questo e altri aspetti in un'ottica analitica per fare il punto sui fenomeni climatici, evidenziarne gli impatti geostrategici e contribuire al dibattito sulle possibili soluzioni. Il volume è diviso in tre parti. La prima si concentra specificamente sulla regione mediterranea e sull'Italia, la seconda riporta lo stato dell'arte sugli studi relativi al cambiamento climatico e svolge alcune considerazioni sull'approccio - fin qui quasi esclusivamente occidentale - alla questione, mentre la terza analizza dei casi specifici (tra cui Stati Uniti, Cina, Brasile, Germania e Senegal) per vedere come le questioni climatiche sono vissute e affrontate in contesti tra loro profondamente diversi. Limes si basa sull'incrocio di competenze e approcci molto diversi. Ad essa collaborano infatti studiosi (storici, geografi, sociologi, politologi, giuristi, antropologi eccetera) ma anche decisori (politici, diplomatici, militari, imprenditori, manager eccetera), in uno scambio aperto di opinioni e in una feconda contaminazione di approcci. Salvo le opinioni apertamente razziste, in quanto tali avverse a un dibattito aperto e paritario, tutte le idee politiche e geopolitiche hanno pieno accesso alla rivista. Essa si fonda infatti sul confronto contrastivo di rappresentazioni e progetti geopolitici diversi o anche opposti. L'essenziale è che essi siano riconducibili a conflitti di potere nello spazio (terrestre, marittimo, aereo), e che siano quindi cartografabili. L'uso di cartine geopolitiche è quindi essenziale per sviluppare il confronto, e su Limes infatti la cartografia abbonda.
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