Massacro della cascina. Villarbasse e gli ultimi fucilati. 1945 (Il)
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1945, 20 novembre. Quattro uomini fanno irruzione in un casale in provincia di Torino a scopo di furto, sequestrando tutti i presenti per compiere con più agio la rapina che hanno in mente. Ma qualcosa va storto: a uno dei rapinatori, il basista, cade all'improvviso la maschera che indossava per celare la sua identità, e una delle donne riconosce in lui l'uomo che aveva lavorato nella cascina fino a pochi giorni prima. La copertura è saltata. I rapinatori, allora, prendono una terribile decisione: uccidere tutti i testimoni. Storditi a colpi di bastone, i presenti verranno poi gettati in una cisterna per la raccolta dell'acqua piovana, e solo il bambino della compagnia verrà risparmiato. La vicenda narrata da Pilotti non solo è rilevante per l'efferatezza crudele dimostrata dai quattro rapinatori, ma anche per la sua importanza nella storia del diritto penale in Italia: la strage di Villarbasse, infatti, è stato l'ultimo reato per cui sia stata applicata la pena di morte.
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