Zukov. Il martello dell'Est
Prezzo
29,00 €
Nessuna tassa
Lopez Jean, Otkhmezuri Lasha
Le guerre
Libro in brossura
30 Gennaio 2026
896
Nuovo
Hitler poteva vincere la Seconda guerra mondiale? Le sue possibilità, oggettivamente molto scarse, si azzerarono con la controffensiva sovietica lanciata a pochi chilometri da Mosca il 6 dicembre 1941. Stalin invece, poteva perdere la guerra? Sì, a metà ottobre 1941, quando il regime vacillò dopo che l'Armata Rossa era stata sconfitta per la terza volta e quasi distrutta. E ancora, nell'autunno del 1942, quando i tedeschi furono in grado di prendere i pozzi di petrolio di Baku. Dalle ripetute sconfitte dell'esercito russo e dalle ceneri dell'Armata Rossa emerse però un uomo: Georgij Zukov. Egli convinse Stalin a passare temporaneamente sulla difensiva, strategia che portò alla sconfitta definitiva dei tedeschi a Kursk nell'estate del 1943. Fu determinante nella definizione dell'Operazione Bagration e inflisse la peggiore sconfitta nella storia delle armi tedesche. Polverizzò il suo avversario durante l'Operazione Vistola-Oder nel gennaio 1945, che lo vide balzare per 500 chilometri attraverso la pianura polacca. In una battaglia apocalittica, condusse le sue armate al Reichstag in dieci giorni, costringendo Hitler al suicidio. Per le telecamere e le lampadine dei reporter di guerra di tutto il mondo, Zukov fu l'uomo che fece firmare al feldmaresciallo Keitel la resa incondizionata delle forze armate tedesche l'8-9 maggio 1945, liberando l'Europa da giogo nazista.
Leo Elements Font End
Panel Tool
Full Width
Boxed Large
Yes
No
Font Base
Font Heading
Font Slider
Font Senary
Font Septenary
Color Default