A chi legga in successione le plaquettes di Cristian Sesena, Filmografia essenziale (2006) Uscita di sicurezza (2010) e la presente, Malinconie dopo l'amore. Poesie di provincia e polaroid emiliane, si rende manifesta la costanza di una poesia concreta, densa e carnale, ancorata, si direbbe, in maniera prestabilita alla fisicità. Con questo - mi sbrigo a sgombrare il campo da equivoci possibili - non mi limito ad affermare l'opportunità di apparentare i componimenti dell'autore a un'area queer, e non solo, della produzione poetica contemporanea (da Flavio Simonelli a Italo Testa, da Tommaso Lisa a Gian Maria Annovi) animata da un'esigenza di visualizzazione immediata, volta a una registrazione del corpo erotizzato che forza, sloga il senso comune, imprimendo sulla pagina il farsi corpo, l'organizzazione sensuale della parola. Certo, Malinconie dopo l'amore è attraversato da queste dinamiche: parla al proprio tempo, e ne intercetta le voci significative; l'insistenza sul concetto di marginalità, teso fra le diverse parti del libello, depone a favore di una più sicura contemporaneità di questo, rispetto alle opere precedenti, mostrando una riflessione sociologica che la percorre.