Il titolo di quest'opera non è un riferimento diretto alla celebre camminata di Gesù di Nazareth narrata dai vangeli, né indica qualcosa di soprannaturale. È solo un'immagine che intende fissare un aspetto psicologico delle donne di ogni tempo, l'attitudine a vedere gli accadimenti in modo coraggioso, colorato, emozionale, lasciando un'impronta del loro passaggio attraverso gli avvenimenti della vita. La storia delle donne palestinesi attraversa duemila anni di cambiamenti, conquiste e ferite. Dalle discepole che seguivano Gesù lungo le strade di Galilea alle giovani che oggi manifestano tra le macerie di Gaza, corre un filo continuo di coraggio e di fede nella dignità umana. Nonostante le avversità e gli ostracismi che hanno incontrato lungo il cammino, hanno continuato il loro percorso, sfidando gli stereotipi e le convenzioni di ogni epoca. Alleggerite di tutti gli orpelli e i pregiudizi della tradizione, che le ha fatte scomparire sotto pesi di silenzio e negazione, hanno sfidato le contraddizioni sociali, camminando sulle acque limpide della consapevolezza.