Con onesto amore di degradazione. Romanzi sperimentali e d'avanguardia nel secon
Prezzo
20,00 €
Nessuna tassa
Questo volume indaga una vicenda eversiva - quella del romanzo sperimentale e d'avanguardia - che ha percorso il ventesimo secolo, per poi esaurirsi, fino all'estinzione. Il Novecento è stato, come già aveva compreso Bachtin, il tempo della definitiva "romanzizzazione" della letteratura, e malgrado le avanguardie abbiano spesso avversato, denigrato, sabotato il genere romanzo, la narrativa si è proficuamente avvalsa delle istanze sperimentali degli anni Cinquanta e Sessanta. Oggi, il canone e il mercato sembrano essersi spartiti equamente la tradizione e il presente della prosa romanzesca. Resta però un interstizio tra questi due mondi: quello dei refusés che il tempo non risarcisce, rifiutati dall'accademia, rifiutati dal pubblico. Avanguardia e sperimentalismo che se, in questo secolo di conflitti, sono stati intesi come sinonimi, o almeno come fenomeni complementari, nella storia particolare del romanzo furono forse addirittura opposti. Una dialettica che si riconosce nella contiguità stretta, divenuta poi contrapposizione, tra James Joyce e Samuel Beckett: l'onnipotenza della parola contro una poetica dell'impotenza. E anche in seno alla letteratura italiana vi furono una "funzione Joyce" e una "funzione Beckett". In sede romanzesca, il nichilismo dell'avanguardia, che si incarnò essenzialmente nel Gruppo 63, si è espresso in una tensione alla non-significazione, allo smontaggio programmatico di ogni coerenza narrativa, alla vanificazione delle attese.
Leo Elements Font End
Panel Tool
Full Width
Boxed Large
Yes
No
Font Base
Font Heading
Font Slider
Font Senary
Font Septenary
Color Default