Due sono i punti che vengono messi in rilievo nell'analisi: la centralità del rapporto tra leader e cittadini nella democrazia americana e l'ambivalenza degli apparati comunicativi che mentre potenziano la comunicazione del leader, fanno anche sorgere problemi più complessi e rischi di distorsione nel quadro delle "campagne permanenti". Sulla scorta di queste premesse, la ricerca prende in esame le strategie comunicative adottate da Kennedy in poi e le soluzioni con cui la presidenza americana ha risposto alle trasformazioni dei media da canale della politica ad apparato autonomo. Al centro di questa lettura vi è il problema di controllare i media, ossia di utilizzarli per acquistare popolarità e fare di questa una risorsa d'influenza.